04.IV.2005 - Queen Still Rocks!!
Una storia e qualche fotografia...
Ore 12.00
L'attesa inizia adesso. Dopo il risveglio in Bed&Breakfast, ci si catapulta fuori i cancelli del Palalottomatica all'Eur. Illusi noi che pensavamo di esserci mossi per tempo. Alle 12 la fila è gia lunga, ma riusciamo a posizionarci bene dietro i cancelli e comincia l'agonia. Sotto un sole che picchia e non concede tregua, a stomaco quasi vuoto e arsi dalla sete, le ore sembrano trascorrere abbastanza velocemente. La marea di cui facciamo parte, per ingannare il tempo, inizia a intonare canzoni dei Queen; alcuni sosia di Freddie Mercury allestiscono mini spettacolini per renderci l'attesa più divertente. Un cinese vestito come Freddie a Wembley tiene banco per quasi un'ora, scatenando l'ilarità di tutti noi; a fine giornata, verrà ribattezzato Fleddie! Più si avvicina l'apertura dei cancelli, più aumenta la stanchezza e l'adrenalina insieme. Noi siamo in quattro, io, Fabs, Nicola e Valerio. Mi volto verso di loro e gli dico: "Vedrete come tutta questa stanchezza ce la saremo dimenticati alla prima nota del concerto!"
Ore 18.30
Si aprono i cancelli. Cominciamo a farci male. La gente spinge senza pietà, ci ritroviamo in un fiume; io non ho bisogno neanche di camminare per arrivare all'ingresso, mi spostano gli altri spingendo. Ci facciamo male ma dopo un pò arriviamo ai cancelli, ci controllano il biglietto e ci fanno buttare 10 euro di acqua; si, perchè se hai delle bottiglie con te le puoi entrare solo se prive di tappo, ma una volta tolto il tappo che fai? Vaglielo a spiegare ai poliziotti che ti controllano zaini e buste, alla fine gettiamo sia tappi che bottiglie d'acqua. Il colmo? Il bar all'interno del Palalottomatica vende anche bottiglie, con tutto il tappo!! Superiamo anche il controllo della finanza (compresa di cani anti-droga!!!!) e finalmente arriviamo dentro. Io mi innervosisco, mi rendo conto che il Palalottomatica è piccolo e che stiamo già stretti e non siamo ancora entrati tutti! Maledico la mia bassa statura ma cerco di convincermi che riuscirò ugualmente a godermi il concerto. Iniziano altre due ore di attesa, stavolta più spasmodica perchè adesso abbiamo un grosso palco davanti a noi, coperto da un telone grigio che non ci lascia vedere ciò che c'è dietro. Fa caldo, non si può fumare e non abbiamo nulla da bere. Ma manca poco ormai...Stranamente, non c'è musica d'intrattenimento durante l'attesa.Nel pubblico qualcuno urla "Viva il Papa!" e scoppia un applauso spontaneo che sembra non finire mai...Emozionante...
Ore 20.50
Un uomo sale sul palco e prende il microfono. "Un attimo di attenzione." E' l'organizzatore del Palalottomatica, immagino. Capiamo subito che vuol rispondere a tutti quegli idioti (Bertolaso in testa) che avevano richiesto l'annullamento del concerto. "Noi non crediamo che la musica dei Queen sia un disturbo." Applauso. "Tuttavia, in segno di rispetto e di vicinanza al mondo cattolico, abbiamo deciso di non diffondere musica prima del concerto." Ah, ecco! "E vi chiediamo un minuto di raccoglimento prima che inizi lo spettacolo. Grazie" Applauso e poi casca il silenzio, e solo in quel momento mi rendo conto di quanti siamo. 15mila persone stipate ovunque. Mi guardo intorno e mi rendo conto che si è reso necessario aprire al pubblico anche il terzo anello del palazzetto, non previsto dall'organizzazione, ma la gente è talmente tanta che non sanno più dove sistemarla. Il terzo anello viene aperto a tutti quelli che hanno il biglietto non numerato ed è incredibile rendersi conto che non c'è più spazio neanche lì sopra; posti a sedere, posti in piedi, corridoi, ringhiere, muretti, c'è gente ovunque...è incredibile. Passa il minuto di silenzio e scatta un applauso.
Ore 20.55
Si diffonde una musica nel palazzetto. Dopo un pò ci rendiamo conto che è la traccia fantasma contenuta alla fine dell'album Made in Heaven. Emozione! Sta per cominciare! Siamo a pochi metri dal palco e si intravedono delle figure dietro il telone grigio. La musica continua, si inizia a urlare, si inizia a scalpitare, non riusciamo più a contenerci. E poi d'improvviso, si spengono le luci e rimaniamo al buio!
Ore 21.00
Parte un'altra canzone. Il pubblico inizia a sentirsi disorientato. Perchè?! Perchè la canzone che parte è Lose Yourself di Eminem!! Cerchiamo di darci una spiegazione; troviamo varie ipotesi ma il tempo per discuterne non basta. La base si ferma, la gente urla, si apre un varco nel telone grigio e spunta Paul Rodgers. Accompagnato da un organo, intona Reaching Out. La sua voce è potente e coinvolgente, la gente gli applaude e tende le mani verso di lui. Il palco ha una passerella che arriva fino in mezzo al pubblico e quando gli artisti la percorrono si avvicinano tantissimo al pubblico da poterli toccare. Rodgers conclude il breve pezzo con uno dei suoi vocalizzi tipicamente blues e d'improvviso.......Dal varco del telone grigio esce Brian May, Red Special al collo che con un colpo di chitarra ci fa capire che i Queen sono qui, che inizia lo spettacolo! La folla è già in delirio ma quando Brian accenna al rift di Tie Your Mother Down, il palazzetto sembra star per esplodere!

Il telone grigio casca giù...
e scopre Roger Taylor seduto alla batteria che colpisce i piatti con tutta la forza che ha in corpo!Quando lo vedo, sento le lacrime agli occhi.
Quel batterista è il mio idolo, non pensavo avrei mai potuto vederlo suonare dal vivo e invece è qui, poco lontano da me, a picchiare i suoi tamburi. Non può essere vero, ma lo è! Tie your mother down scorre rockeggiante, la gente salta, quasi si mette a pogare, Brian May fa urlare la sua chitarra e Roger non si risparmia ai cori e nell'assolo finale. Subito dopo è il turno di Can’t Get Enough Of Your Love,
canzone di Rodgers e subito dopo Brian May invita la gente a cantare, sulle prime note di I want to break free. Il pubblico non si fa pregare e intona la canzone senza sbagliare un verso; i Queen quasi rimangono a bocca aperta, è incredibile la sintonia fra di loro e i ragazzi sotto il palco! Subito dopo, senza un attimo di tregua tra una canzone e l'altra, a dispetto dei loro 57 anni, Roger dà il tempo e parte un ruggito a 3 voci che è il ritornello di Fat Bottomed Girls! Le loro voci si sentono spaventosamente forti in ogni angolo del Palalottomatica e noi tutti capiamo che Brian e Roger stanno dimostrando di essere dei mostruosi animali da palco, impeccabili nell'esecuzioni sia strumentale che vocale!L'età non è un limite quando sei un professionista che ama quello che fa, la musica! Paul Rodgers afferra la chitarra e attacca Crazy little thing called love e a quel punto io tengo d'occhio Roger Taylor e voglio proprio vedere se è capace di fare quel giochetto che ha sempre eseguito in questa canzone, cioè stoppare il vibrato del rullante con la mano sinistra mentre con la destra lo colpisce 7 volte di seguito...può sembrare una stronzata, ma non lo è e Roger lo fa, lo fa davvero e io realizzo che sta facendo davanti ai miei vivi occhi tutto ciò che mi ha sempre mandato in visibilio!
Terminata la canzone dopo uno spettacolare assolo di Brian, lui e la sua Red Special escono di scena, montano due bonghi al termine della passerella e Rodgers intona la sua Seagull con la chitarra. Poco dopo entra Roger in scena e inizia ad accompagnarlo alle percussioni.
E' sempre più emozionate...lui suona con naturalezza, serio e deciso come sempre e la canzone è davvero bella! Finita anche questa, i due salutano il pubblico e stavolta escono loro di scena. Vengono montati due sgabelli sulla pedana che pone fine alla passerella e su uno di questi si siede Brian May con chitarra acustica. L'altro rimane vuoto e capiamo tutti che quello è lo sgabello su cui dovrebbe sedere Freddie Mercury...l'omaggio è commovente! Brian prende il microfono e ci dice: "Scusate se parlo inglese, ma il mio italiano non è granché!" Applauso di incoraggiamento. Lui continua. "E' incredibile che dopo tutti questi anni, questa è la prima volta che i Queen si esibiscono a Roma! Voi italiani siete fantastici!" Ennesimo applauso. "Ora aiutatemi a cantare questa" e attacca un giro di chitarra che tutti riconosciamo all'istante. E' '39 e la gente subito lo accompagna al canto. Dopo, Brian parla ancora: "E' bello essere qui a Roma, anche se in un momento così emozionante" dice riferendosi alla morte del Papa e poi attacca un arpeggio che tutti riconoscono e si inizia a cantare a squarciagola, mentre si accende una marea di accendini; è Love of my life! Alla fine, visibilmente emozionato, Brian May riprende la Red Special e noi non sappiamo che sta per stupirci con qualcosa di grandioso. Inizia un arpeggio che nessuno riconosce, è lentissimo, quasi blues...solo quando inizia a cantare capiamo di cosa si tratta. "Here we stand or here we fall..." E' Hammer to fall, una delle canzoni più rock dei Queen, riarrangiata in chiave blues. Il momento del ritornello è pazzesco: Roger, Brian e Paul intonano un coro perfetto, costruito ad arte, facendo tremare l'intero Palalottomatica. Dopo il secondo ritornello, Brian chiude il giro di chitarra blues e attacca il rift originale della canzone. Roger lo segue e ricomincia il rock'n roll!! "What the hell we're fighting for?" e sono rullate e assoli di chitarra. Al termine della canzone, siamo tutti stremati.Eseguono Bit of love di Paul Rodgers e poi il cantante urla nel microfono: "Signore e signori, vi lascio con Roger Taylor!" La folla urla in delirio e quando vedo che Roger non si alza dalla batteria, capisco cosa sta per succedere. Lui batte le bacchette, dà il tempo e inizia I'm in love with my car, suona la batteria e canta la sua canzone! E' incredibile, canta e suona e fa entrambe le cose in maniera impeccabile, la sua voce è profonda e ruggente come sempre, il suo stile alla batteria affascinante; questa canzone, poi, non è certo facile da suonare ma lui sembra che stia facendo la cosa più naturale del mondo, quasi che non gli costi nessuna fatica, neanche l'imponente assolo finale, un vero e proprio duetto con Brian May e la sua chitarra. Dopo questa, Roger lascia il palco è la scena è tutta di Brian e della Red Special. E' il momento del suo assolo, la sua chitarra più che suonare canta, noi gli diamo il ritmo con le mani e lui quasi duetta con noi, mentre sul maxi-schermo alle spalle del palco scorrono immagini di Londra e del tetto di Buckingham Palace, dove mr.May ha suonato per la Regina. Al termine dell'assolo, sempre eseguito con il suo mitico metodo 'ad eco', quasi fossero due chitarre a duettare, Roger torna alla batteria e suonano Last Horizon, una canzone strumentale di Brian May. Tutti i musicisti sono bravissimi, a partire dal quinto Queen Spike Edney alle tastiere fino al secondo chitarrista e il bassista, Miranda e Moses.
Adesso Roger Taylor lascia la batteria e prende il microfono. Io inizio a urlare perchè ho capito che tocca a lui cantare adesso e la sua voce mi fa impazzire. E parte These are the days of our lives, la canzone che Roger scrisse per l'album Innuendo.
L'emozione è forte, Roger canta da far emozionare, Brian interviene nei cori e fa miagolare la sua chitarra in quel suo assolo struggente; sullo schermo appaiono immagini dei 4 Queen giovanissimi e la folla applaude fortissimo, emozionata anche lei. Al termine della canzone, Roger dice "Grazie" in italiano e io, peggio di un bambino, mi emoziono neanche avesse fatto un comizio nella mia lingua. D'improvviso, parte una base di drum-machine e si capisce subito. Sta per avvenire quello che ho desiderato da una vita. Roger Taylor sta per cantare Radio GaGa qui davanti a me, con il suo mitico stile! "I sit alone and watch your light..." La gente canta parola per parola e al momento del ritornello, come sempre, è un oceano di mani alzate che battono a tempo! E' la storica coreografia di Radio GaGa... io alzo le mani al cielo e con le lacrime agli occhi canto e batto le mani..."All we hear is...Radio GaGa...Radio GooGoo...Radio GaGa..." Un boato di mani e voci, uno spettacolo di luci che avvolge la sala. Al momento dell'assolo di batteria, Roger torna allo sgabello e picchia sul rullante per chiudere la canzone. Sono stremato, non capisco più nulla, davvero ho cantato Radio insieme a Roger?!E' il turno di Paul Rodgers, canta Feel Makin Love; poi vedo Roger che dà il via a Spike Edney e parte la base iniziale di A Kind of Magic. La gente canta e salta, instancabile! Dopo, Taylor dà ancora una volta il tempo e tutti insieme iniziano ad urlare "I want it all...I want it all...I want it all...and I want it now!"
Il mitico rock dei Queen torna a far tremare la sala, poi arriva il momento della parte strumentale...si fermano per un attimo...si guardano negli occhi...e la eseguono in maniera energica e impeccabile! Brian combina l'impossibile sulla chitarra, Roger scandisce un tempo velocissimo alla batteria, le luci del palco volano in mille vortici...no, questi non hanno 57 anni, questi hanno l'anima rock ed è ciò che conta!! I Queen sono vivi!! Altro ceh pensione!! Alla fine di I want it all siamo tutti distrutti, ma loro non accennano ad una minima pausa...Ed ecco un altro dei momenti più intensi! Paul Rodgers sale sulla pedana davanti al maxi-schermo, si sentono echeggiare le prime note al pianoforte di Bohemian Rhapsody, ma non sarà lui a cantarla...Paul indica lo schermo sorridendo, il faro puntato su di lui si spegne e appare Freddie Mercury...la voce è la sua...e i Queen suonano con lui...il momento è molto intenso, noi tutti cantiamo a squarciagola! Al momento della base operistica, si spengono le luci del palco e sullo schermo scorrono immagini di Freddie Mercury ma anche qualcuna di John Deacon...un omaggio agli assenti insomma, chi per causa maggiore, chi per scelta di vita! Tutta la sala canta la parte operistica urlando, fino all'entrata in crescendo della band! E' un'esplosione di luci...
Paul Rodgers è tornato a cantare, Brian e Roger eseguono quel loro capolavoro con un'energia invidiabile! Assolo di chitarra e ritorno alla lentezza..."Nothing really matters...anyone can see.." La folla accompagna Rodgers..."Anyway the wind blows..." e giù di batteria e chitarra. Siamo in delirio, il nostro è un applauso infinito. I Queen e Paul Rodgers accennano un inchino di saluto e vanno via. Noi imploriamo il bis e dopo pochi minuti tornano sul palco.Quelle che sentiamo arrivare in sala sono le prime note di The Show must go on. L'emozione è alle stelle, la canzone inizia piano per poi esplodere in quel suo ritornello così bello e così triste. Paul Rodgers se la cava bene in un pezzo così difficile, aiutato ai cori sempre da Brian e Roger. Quando terminano la canzone, siamo tutti emozionati. Ci pensa Brian a spazzare via la tristezza: attacca il rift di All right now,un successo di Paul Rodgers e il pubblico, grato a Paul di aver onorevolmente servito la Regina, lo accompagna al canto e verso la fine addirittura gioca con lui; Roger Taylor batte il tempo, Paul guida la folla e il pubblico canta "All right now" a squarciagola. E' il tipico crescendo finale dei Queen e lo si capisce quando Roger Taylor picchia due volte sui timpani e poi sul rullante. We will rock you...noi battiamo le mani, Rodgers canta la strofa, noi urliamo il ritornello; è poi la chitarra di Brian ad insinuarsi piano fino ad esplodere accompagnato dalla batteria di mr. Taylor! L'assolo di chitarra è come sempre speciale, unico...ed è poi la volta del pianoforte di We are the champions! Noi tutti capiamo che è il capolinea e allora ci abbracciamo, cantando con loro..."No time for losers 'cause we are the champions...of the world!" Si, loro sono i campioni...loro sulla cresta dell'onda da ormai 30 anni, sopravvissuti a tutto e tutti...capaci di ammaliare più di una generazione con la loro musica immortale, con il loro rock che si è agganciato a tutti i generi e tutte le chiavi musicali possibili...loro sono davvero dei campioni!
Alla fine, vengono avanti sul palco, si abbracciano e si inchinano sorridendo! In sottofondo, God save the Queen! Roger lancia le bacchette, Brian il plettro. Salutano stremati il loro pubblico, Roger si volta verso di loro e manda un bacio all'italiana, come a dire: "Siete unici, gente!" E poi spariscono!
Ore 23.00
Siamo ancora in fibrillazione. Appena finisce lo spettacolo, sappiamo già cosa fare! Sappiamo dove si trova la zona del palazzetto riservata agli artisti e ci fiondiamo subito lì...ma ovviamente la sicurezza non ci lascia passare. Li preghiamo in tutti i modi, infondo siamo in pochi li imploriamo, perchè non lo chiedono ai Queen stessi?! Niente, non cedono...poi, a 3 metri da noi, ci passa avanti, infagottato nel classico acappatoio da dopoconcerto, mr. Brian May! Lo chiamiamo, urliamo il suo nome...lui ci vede, alza il pollice per salutarci, ci sorride ma scappa via! A 3 metri da noi, incredibile...passi una vita a vederli in tv, in vhs, in dvd, ad ascoltarli nel tuo stereo e poi te li ritrovi così vicini...
Notte
Vaghiamo in giro per Roma senza una meta precisa...prima sotto il Colosseo, poi ci infiliamo dentro un bar in cerca di ristoro...in giro non c'è molta gente, quasi tutti sono vicino la Città del Vaticano...Noi siamo distrutti, ma con un sorriso da ebeti sulle labbra e un grande amore rinnovato nel cuore...ed un'immensa gratitudine verso Roger e Brian che tengono alto il nome della Regina e verso Paul che ha reso tutto ciò possibile con la sua disponibilità e l'azzardo a mettersi in gioco...
Queen Still Rocks...Il 4 aprile del 2005 non ce lo dimenticheremo mai! God save the Queen!



4 Commenti:
sei riuscito a farmi rivivere attimo per attimo le emozioni del concerto...sei un grande!!!
un bacio,
Sara,
....Rhye!!!!
(from "in the lap of the gods")
Sei gentilissima!!!! :)
Ma è merito del concerto, non mio! ;)
Un bacione e grazie della visita!
Man mano che scendevo le righe del tuo bellissimo post mi ritornavano i brividi che avevo quella sera...è stata un'emozione unica anche per uno come me che "apprezza i queen" da relativamente poco: ovviamente, chi devo ringraziare x questo??? Grazie Macs, veramente di tutto!!!
Fabs
Grazie!!! :)
Spero ci sarà un'altra occasione...con i Queen e con te!! :)
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