Grazie di tutto, Faber...
Oggi, sette anni fa, lui se ne andava. Io, piccolo pischello, apprendevo la notizia dal Tg2. La mia vita a quel tempo era un terremoto (senza esagerare!) e appena saputo della sua morte, su un pezzo di carta scrissi: "e ora dimmi, Faber, perchè te ne vai proprio adesso che abbiamo bisogno di te?". Credo che allora comprai per la prima volta un quotidiano, LaRepubblica, e non ho più smesso. Conservo ancora quel giornale, è qui accanto a me. Lo comprai perchè volevo sapere tutto di lui, perchè lo conoscevo poco, perchè mi sentivo in colpa! Di colpo mi innamorai di lui e credo sia l'unico uomo mai conosciuto di persona per cui io abbia versato delle lacrime. Mi capitò qualche tempo dopo ascoltando le sue canzoni. Da allora non lo abbandonai più e lui non ha abbandonato noi. Il debito che l'Italia (e poi il mondo) ha con lui è immenso. Il mio è l'amore che si prova per chi ti ha aperto la mente e nuovi mondi e ha realizzato tutto ciò con gentilezza e poesia. Perchè questo lui era, un poeta dei più altissimi e io lo ricorderò sempre così, sigaretta fra le mani, sguardo profondo. Fabrizio De Andrè mi manca, come può mancarmi un amico, come può mancarmi un affetto.Grazie di tutto, Faber...
"Mi sono spiato illudermi e fallire,
abortire i figli come i sogni,
mi sono guardato piangere in uno specchio di neve,
mi sono visto che fingevo,
mi sono visto di spalle che partivo."


1 Commenti:
Buon gusto? ;-)
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